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Il 29 Maggio 2010 il Coro Saraceni si è esibito in un luogo alquanto inconsueto per un concerto: la sede dell'ex Snia-Viscosa, davanti ad un pubblico variopinto e festoso in occasione della "Ciemmona", l'annuale e ormai tradizionale raduno di ciclisti che, letteralmente a ruota libera, hanno pacificamente invaso le strade della Capitale. In una sala gremitissima, i partecipanti alla manifestazione, dopo aver fatto la fila al banco dove venivano distribuiti cibi e bevande, si sono "accomodati" in terra, alcuni ancora con piatti e i bicchieri in mano, per ascoltare un concerto per i più inatteso.
A mano a mano che il coro procedeva con il suo programma ( Sicut Cervus di Palestrina, Matona mia cara di Orlando di Lasso, Tourdion, Le chant des oyseaux di Janequin e tre canoni di Mozart) la sala si andava riempiendo sempre di più e miracolosamente il silenzio dei non abituali spettatori andava aumentando di pari passo con il loro entusiasmo, tanto che il coro ha dovuto concedere un bis (Ho disposto sempre amarti, un brano di anonimo del '400, scoperto dal Maesto Saraceni e ormai logo del coro).
Il gemellaggio tra il popolo dei ciclisti e la musica corale a cappella si è svolto all'insegna dell'ecologia, come ha sottolineato il presidente del coro Claudio Belia, evidenziando il fatto che per produrre questo tipo di musica non si consuma neanche un Watt, ed è riuscito talmente bene che il Maestro Giuseppe Agostini si è detto disponibile a scrivere l'inno della Ciemmona, se gli verrà fornito un testo. Viste le premesse si spera che il gemellaggio porti nuovi, preziosi frutti per tutti.




